Allah al bar

Diamogli la pena di morte se la morte ci ha fatto pena, se la morte non ci ha fatto pena allora della morte non vale la pena. Però, a prescindere, diamogli pene, infliggiamogli pene, diamogli Le Pen, tiriamogli le penne, spenniamoli, alziamo le penne al cielo e poi infiliamogliele come pene, a dargli pene, se son deboli moriranno, come vuole Le Pen.

Fastidiose come mosche le moschee, mascherati da maschi arabi ci pisceremo dentro e urleremo Allah Akbar, poi parleremo di libertà di espressione al bar, ai nostri cervelli serviremo sconnessione e libertà dall’oppressione, l’oppressione dell’intelletto, premeremo il grilletto come fanno le mosche arabe, contro le mosche arabe, urlando Allah Akbar, comodamente seduti al bar.

Je suis occidentale, je suis animale sociale, je suis un settimanale, hebdo, con l’accento sulla ò, e di settimana in settimana mi scavo la tana. La scavo profonda, dentro ci metto i miei peccati, la mia religione, la mia storia, le mie ombre, e ci metto me stesso che sono nero come un’ombra, esco solo quando sparano a mio fratello, esco solo quando sparano a mio fratello Charlie, di cui ho appena imparato la pronuncia del nome.

Je ne suis pas un homme de merde, ma sono proprio la merda, nella sua essenza di elemento atomico comune a tutto l’essere umano. Merda, in basso a destra nella tavola periodica, periodico, a periodi esco fuori dalla tana, urlo contro le mosche, piscio nelle moschee, urlo Allah Akbar, faccio comizi al bar, mi vergogno di me stesso, o dovrei farlo, ma sono solo me stesso, un elemento in basso a destra della tavola periodica.

A Parigi, un mio pari, dei miei pari, gli spari, tre bari, a me cari, i loro cari, per i loro cari, spegnete i fari.

Affondano le barche, affondano le bare, affondiamo le mani nella guerra, affoghiamo i giorni nella guerra. Je suis il governo, sono il perno di questo inferno, ti produco le armi, ti do i soldi per criticarmi le armi, ti vendo ai nemici le armi, ti faccio sparare dai nemici con le armi, ti saluto ai tuoi funerali, “eroe” senza armi.

Nemici, amici, chi sono chi, chi sono le vittime infelici, chi sono i felici carnefici, e soprattutto: quant’è profondo il tuo odio?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...